sabato 1 gennaio 2022

Passo dello Zovallo - Monte Nero

Sul lato sud-occidentale del valico, si imbocca un'ampia mulattiera (segnavia CAI 001) che entra nel bosco e, superata una sbarra, prosegue quasi in piano tra i faggi. Con una breve salita si giunge ad un bivio (quota 1475); si lascia a destra il segnavia 001, diretto al Lago Nero, e si gira a sinistra seguendo il segnavia 003. Si prende quota con alcuni tornanti, poi si contornano due gobbe con percorso quasi pianeggiante. Giunti ad un bivio si abbandona la traccia principale per girare a destra lungo un sentierino piuttosto ripido. Man mano che si sale i faggi vengono gradualmente sostituiti dai pini mughi; si effettuano alcune svolte, poi si taglia a destra sorpassando alcune roccette. Giunti sul crinale spartiacque tra Nure e Ceno, si trova un bivio (quota 1730 circa). Si lascia a sinistra il segnavia 821a, che conduce alla Tana di Monte Nero e si prosegue in piano tra rocce e pini contorti. Con una breve salita, si guadagna la cima del Monte Nero (1752 m; 1 – 1.15 ore dal Passo dello Zovallo), dove si trova una grande croce.

  L'appenninista - Passo dello Zovallo - Monte Nero - Monte Bue - Lago Nero - Passo dello Zovallo

sabato 11 dicembre 2021

A Roccaferrara sulla neve • 11 dicembre 2021

È nevicato presto, quest’inverno!

Per la festa dell’8 dicembre un balletto di fiocchi ha imbiancato anche la città e, passeggiando per il quartiere, abbiamo pestato la prima neve. La voglia di rimettere le ciaspole ai piedi è incontrollabile e, visto il nevischio caduto ancora il venerdì pomeriggio, prepariamo zaino e scarponi e tutto l’armamentario per fare un giro in montagna sabato. Oltretutto le previsioni meteo sono ottime. Sabato mattina al risveglio troviamo un cielo limpidissimo e le montagne all’orizzonte si vedono persino da casa.

sabato 27 novembre 2021

Merano, Tirolersteig, Tappeinerweg • 26 novembre 2021

Ci piace tornare a Merano, di tanto in tanto, soprattutto fuori stagione. Questa volta ci siamo inventati un weekend “alternativo”: iniziano i mercatini di Natale e noi…torniamo a casa di sabato, Peraltro riusciamo a visitarli, visto che sono già allestiti dal giovedì sera e abbiamo anche l’occasione di mangiare una delle zuppe di zucca più buone della storia!

sabato 2 ottobre 2021

Orsigna, all’albero con gli occhi • 2 ottobre 2021

Siamo lettori di Tiziano Terzani da diversi anni, nonchè insaziabili curiosi di posti nuovi: da un po’ di tempo volevamo visitare l’Orsigna, ultimo rifugio del giornalista e scrittore, che lo aveva eletto a suo “Himalaya italiano”.

Un weekend di fuga dalla quotidianità ci conduce proprio nel pistoiese. La strada per raggiungere il paese è minuscola e non porta da nessun'altra parte – ottima premessa. Forse complice il sabato mattina, il centro del paese, dalle case dai colori vivaci, è particolarmente frequentato.

domenica 22 agosto 2021

Passo Silara Monte Silara Monte Polo • 22 agosto 2021

Lo ammettiamo: l’escursione di oggi è solo una scusa per andare a cercare un po’ di fresco in montagna e fare un pic nic. Siccome è ancora la settimana di Ferragosto e c’è tantissima gente in giro (e noi, si sa, siamo un pochino reticenti al troppo caos), scegliamo una meta semi-sconosciuta. E il monte Silara è di certo molto meno bazzicato del ben più noto Sillara – giusto per cronaca, entrambi i nomi avrebbero la doppia “elle”, ma qui in provincia, per non confonderli, il fratello minore ne ha persa una, e anche sui cartelli direzionali è indicato così!
Tutte le auto che incontriamo sulla strada per Bosco di Corniglio sono dirette verso Lagdei. Quando deviamo per Bosco, invece, e proseguiamo poi per Marra e il Passo del Silara, restiamo solo noi. Come desiderato!

martedì 17 agosto 2021

Prada Monte Baldo • 14-16 agosto 2021

 Ferragosto è..Prada!

L’unico posto dove amo trascorrere questo periodo dell’anno, caotico ovunque, ma non qui. Per gli standard di Prada, a dire il vero, questa è “ressa”. Ma si sta divinamente, la tranquillità regna sovrana, la visione del lago induce meditazioni infinite, la notte è accesa di stelle (che tavolta cadono lasciando scie luminosissime).

giovedì 29 luglio 2021

Stefansdorf, Riscone • 25-28 luglio 2021

Amiamo la Val Pusteria per i panorami vasti e l’ampio respiro. Ci torniamo ogni volta che possiamo. E il concerto di Ludovico Einaudi sul Plan de Corones è un’occasione irrinunciabile – nonchè un regalo graditissimo.

La ricerca di un alloggio comodo agli impianti del Kronplatz ci porta a scoprire Santo Stefano, frazione di San Lorenzo di Sebato, un paesino di poche case e una strada che finisce…davanti alla stalla delle mucche, nostra perfetta passeggiata serale. Il silenzio è totale anche in questo periodo di vacanze, interrotto solo dai sonori rintocchi della campana della chiesa.

domenica 18 luglio 2021

Riva di Tures Valle Aurina • 5-8 luglio 2021

Dopo il secondo inverno pandemico, abbiamo voglia di una vacanza silenziosa e poco affollata.
Riva di Tures è il posto ideale: una vallata ampia di prati e vette, assolata…e dove la strada finisce.  
Il weekend lungo ci lascia tempo per due camminate.

domenica 20 giugno 2021

Prati del Tavola • 20 giugno 2021

Oggi in città fa un caldo afoso che rende il cielo latteo. Chi può scappa fuoriporta.
Non abbiamo in programma escursioni e siamo un po’ stanchi. Ma un giretto in montagna a cercare il fresco ci sta e dobbiamo anche festeggiare una certa data.
Partiamo con calma, la nostra meta non è sicuramente affollata. La strada è poco trafficata e raggiungiamo il passo del Cirone poco prima di mezzogiorno, incrociando solo qualche bici e moto. Le pochissime macchine parcheggiate suggeriscono che non incontreremo molta gente sul sentiero.

sabato 20 febbraio 2021

Lago Santo Modenese, Lago Baccio verso il monte Rondinaio • 20 febbraio 2021

Quando si dice il caso: vedo una foto di un luogo di cui ho sentito parlare diverse volte, ma dove non sono mai stata. Sembra che quelli con le ciaspole nella foto si stiano divertendo proprio tanto! 


Faccio un paio di ricerche su internet e la meta è decisa: non è dietro l’angolo, da casa nostra ci vogliono due ore e mezza di strada, ma fortunatamente ad A. piace guidare e io sono sempre curiosa del percorso e non solo della destinazione. Insomma, siamo abituati a goderci anche il viaggio (anzi, talvolta è la scusa per deviazioni strane, che fanno scoprire posti inattesi).
 

Soprattutto, non ci spaventa svegliarci presto neanche al sabato.

domenica 14 febbraio 2021

Passo del Cirone direzione Monte Tavola • 14 febbraio 2021

La neve è tanta, i giorni liberi pochissimi, non sappiamo fino a quando ci si potrà muovere, c’è un cielo blu che richiama e…ieri ci siamo troppo divertiti con le ciaspole per restare a casa!

Oggi andiamo dalle nostre parti, a ripetere uno dei nostri giri estivi: per schivare la calca che ci sarà al Lago Santo, andiamo verso il Passo del Cirone con l’idea di salire al Monte Tavola, che è perfetto da ciaspolare.

Al Passo ci sono poche auto ma un vento gelido che non perdona, in pochi istanti, mentre infiliamo gli scarponi e prepariamo l’attrezzatura, ci congeliamo le dita. Ci copriamo a dovere e, per ripararci un po’ dal vento, raggiungiamo la chiesetta per poterci infilare le ciaspole con le mani libere.

sabato 13 febbraio 2021

Monteorsaro verso i Prati di Sara, Winter Edition • 13 febbraio 2021

Ci si può muovere in regione (premesso che il nostro muoversi significa solo andare in montagna dove il distanziamento sociale è molto più che garantito).
E soprattutto, non senza una certa fatica, abbiamo le ciaspole: quindi, pronti, via!
Sulla Panda da montagna attacchiamo le strade fresche della neve notturna – e più saliamo più A. si diverte come un matto a guidare…“controsterzo sbando e vado di fuori!”

Le nuvole sono basse sul rifugio di Monteorsaro e fa freddo, ma siamo ben attrezzati. Coi ramponcini antiscivolo sugli scarponi, affrontiamo la prima salita un po’ ghiacciata, poi la forestale si trasforma subito in una magnifica pista innevata di fresco: spianiamo le ciaspole!

martedì 2 febbraio 2021

Si riparte! Prati del Tavola • 2 febbraio 2021

 In città, in pianura, nebbia questa mattina. Ma fidandoci del meteo, avendo preparato zaino, scarponi e ramponcini in macchina, partiamo fiduciosi. Ripagati alla grande da un sole limpidissimo, e da una temperatura che in certi momenti ha raggiunto i 15°!

Il parcheggio a Lagdei è stranamente affollato, ma il percorso da noi scelto appare deserto.

In tutta la passeggiata abbiamo incontrato solamente 6 persone in tutto. 

Unico cruccio, il non aver potuto completare la salita, per le condizioni della neve, troppo cedevole, che ha reso ad un certo punto impossibile il continuare. Avessimo avuto le ciaspole!

Ma la prossima uscita ci vedrà ben attrezzati. E lo sarà molto presto. Speriamo.

domenica 20 dicembre 2020

(Quasi) Cerreto - Sorgenti del Secchia • 20 dicembre 2020

C'è aria di lockdown imminente.

Un anno passato tra colorazioni governative che, andando da un cupo rosso ad un brillante giallo davano, o meno, libertà di movimento. Una libertà di cui, in molti, hanno anche troppo approfittato, con le conseguenze che a giorni vedremo.

Sarà un Natale davvero diverso, e tutti noi siamo in attesa di capire quali restrizioni porterà il nuovo decreto. E per quanto tempo.
E con esso nelle persone più attente, anche recriminazione per un'estate che poteva essere più sobria.

Noi, stamattina, abbiamo deciso di provare a sfruttare questa giornata, per fare due passi in montagna. E così eccoci in macchina, con direzione Cerreto Laghi. 

Nuova scoperta, che approfondiremo sicuramente con la bella stagione.

domenica 18 ottobre 2020

Portovenere, Forte Muzzerone • 17 ottobre 2020

Sole limpidissimo e aria trasparente, sopra un mare appena increspato, come solo d'autunno o inverno può capitare. E' proprio questa la stagione in cui noi andiamo al mare. Ogni scusa è buona pur di mangiare un pezzo di focaccia ligure.

Ma prima bisogna guadagnarsela... con un giretto breve ma decisamente ripido, che consente di avere un punto di vista insolito su Portovenere.

Meta il Forte Muzzerone, che domina dall'alto Portovenere, il Golfo della Spezia, l'Isola della Palmaria.

Si parte direttamemte da Piazza Bastreri, la piazza principale, non senza aver prima fatto scorta di focaccia appena sfornata dal nostro forno di fiducia. La salita, difficoltosa sia per le condizioni del tracciato, sia per la ripidità, vale assolutamente la fatica: la gradinata che costeggia il Castello diventa presto un sentiero sassoso. Gli scorci panoramici si alternano: la chiesetta di San Giorgio, il Castello Doria, la Palmaria, il mare aperto e la costa verso le Cinque Terre. Si segue l'Alta Via delle Cinque Terre (AV5T), che in questa parte è anche Alta Via del Golfo (AVG) e Sentiero Liguria (SL). La salita al Forte è una variante che vale assolutamente la pena percorrere, nonostante la ripidità, che in pochissimo tempo porta ai 300 metri di altezza del Muzzerone. 

Si riprende poi l'Alta Via che continua, volendo, fino a Campiglia. Con un sentiero più agevole nel bosco (ma meno panoramico), che passa anche dal Rifugio Muzzerone, noi torniamo verso Portovenere. Dove ci attende un altro pezzo di focaccia!



domenica 27 settembre 2020

Monte Valoria, sulla Via Francigena • 27 settembre 2020

Non è un caso che oggi si sia scelta questa semplice camminata. La prima dell'autunno, certo. Ma non solo. E' una sorta di tributo.

Vista la splendida giornata, in pochi minuti si decide di prendere zaino e scarponi, e partire.

Direzione Passo della Cisa, ovviamente scegliendo la SS62, perché... sì. I paesaggi che si incontrano valgono davvero le curve che si incontrano. Arrivati al Passo, si parcheggia e basta semplicemente prendere il sentiero della Francigena, che parte verso sinistra, dalla parte opposta del parcheggio.

Un'oretta scarsa di camminata, dolce, attraverso boschi di nocciolo, sbucando alla fine su questo prato, con una vista spettacolare.

Sempre che non arrivino le nuvole...





domenica 13 settembre 2020

Prada Monte Baldo • 2-5 settembre 2020

Una fuga qui è sempre gradita!

Abbiamo fatto il carico di ossigeno e di passi. Tre giri, “non tanto lunghi, eh” (S. dixit…).


Primo giro: giornata limpida, ergo sul crinale. Per diminuire il dislivello (e la lunghezza soprattutto della discesa) lasciamo la macchina nel parcheggio alle Due Pozze e partiamo di lì a piedi, lungo la strada forestale che sale, in maniera molto graduale. Al bivio, deviamo verso il forte di Naole: è una splendida conca erbosa, abitata da marmotte, che mi piace sempre moltissimo. Recentemente è stato aperto un nuovo rifugio, con caffè rigorosamente fatto con la moka. Si sbuca alla Bocchetta di Naole, da cui si apre la visuale sulla Lessinia: nuvole alte, cieli azzurrissimi e gli immancabili parapendii. Dopo una breve salita si raggiunge il crinale, da cui il panorama è a 360 gradi: a destra i Lessini, a sinistra il Garda. Blu su blu. Camminiamo lungo la cresta del Costabella fino ai rifugi, Fiori del Baldo e Chierego, nonostante sia un giorno feriale incontriamo parecchi camminatori, molti stranieri. Una nuvola si impiglia, come spesso accade, sulla cima e, un po’ infreddoliti, preferiamo non attardarci e scendiamo lungo la stessa strada forestale.


Secondo giro, giusto una “passeggiata tranquilla”…non faticosa, ma alla fine saranno 18 km. Partiamo a piedi da casa, salendo dalla Val da Sacco (ripido il primo tratto) al Pralongo, pascoli erbosi di mucche e cavalli, fino alle Due Pozze. Da qui, invece di andare verso il Costabella, imbocchiamo la strada bianca, frequentata da molti MTBikers, che gira attorno al monte, costeggiando una serie di malghe: Colonei di Pesina, Colonei di Caprino, Malga Valfredda (e proseguendo, la Malga Ime, dove si mangia magnificamente). Oggi la giornata è umida e il cielo offuscato, si indovina a malapena il lago, ma la strada è un bel saliscendi, si attraversano diversi tratti boscosi, fino a sbucare all’aperto, sotto la malga Colonei di Pesina, tra prati, cavalli e un paesaggio decisamente prealpino. Basta girare appena l’angolo e il paesaggio cambia improvvisamente: il versante assolato, a sud, è pura macchia mediterranea, sembra l’entroterra dell’isola del’Elba. Ci sediamo su un sasso comodo appena prima di Colonei di Caprino, al sole, a mangiare qualcosa, prima di tornare indietro.

Terzo giro: “questa è una passeggiata, davvero..:” (S. dixit, sempre). Val Trovai. Uscendo dal paese il primo tratto è asfaltato e in ripida salita, poi si cammina in leggera discesa lungo la strada che costeggia la spaccatura della valle. Si arriva al primo tornante, dove inizia la ripidissima discesa di Punta Veleno e dove si imbocca il sentiero che conduce verso malga Brione e malga Zovel. È un sentiero di sassi e foglie in un bel bosco ombroso, con scorci sul lago fra le foglie. Purtroppo, man mano si procede, il sentiero è sempre più rovinato, fino ad un tratto in cui è franato, per cui decidiamo (complice l’orario) di non proseguire. Non prima di aver fatto un aperitivo comodamente seduti sulle panchine al sole all’inizio del sentiero, vista lago.

venerdì 21 agosto 2020

Prada, Monte Baldo • 13-16 agosto 2020


Al di là del profondo legame che ho con questi luoghi, il Monte Baldo, “giardino d’Europa”, è indiscutibilmente il re delle cime del Lago di Garda. Fra i diversi percorsi, il più conosciuto è la via delle creste, che lo attraversa tutto dalla stazione di arrivo della funivia di Malcesine alla Cima Costabella.

A Ferragosto abbiamo fatto tre giri più corti.

Il primo, è anche il percorso che preferisco per arrivare in cima, parte dal paesino di Prada, imboccando la Val da Sacco, con un primo tratto ripido, poi ripagato dagli ampi prati e dalle vedute impagabili che si hanno sul lago non appena sii esce dal bosco (e una faggeta magica). Unico problema: sentiero poco segnato (per fortuna, avendolo bazzicato molte volte, l’orientamento non è un problema).

Si arriva al baito Ortigara, protagonista di innumerevoli foto, e, con una piccola deviazione, alla chiesetta della Madonna della Neve, circondata di mucche all’alpeggio – sapete quanto ci piacciono le mucche! La prosecuzione di questo sentiero porta in cresta, ma stavolta, complice un’afa incredibile e le previsioni meteo per niente buone, decidiamo di non salire. Le nuvole infatti si iniziano ad addensare. Prendiamo la stradina che porta al Baito Turri, stazione di arrivo del primo tratto della funivia Prada-Costabella (che dovrebbe finalmente riaprire, dopo una chiusura di alcuni anni). Prati, mucche al pascolo, un cielo nero che ormai pare più d’essere in una bughiera scozzese. Ci allunghiamo fino alla malga Valvaccara, poco distante, prima di prendere il sentiero di ritorno a Prada (anche in questo caso, davvero poco segnalato) che costeggia gli impianti di risalita. Un temporalone con tanto di grandine ci coglie a poca distanza dall’arrivo - nello zaino, sempre l’attrezzatura da pioggia, e stavolta anche i bastoncini risultano utili più che mai, il sentiero è sassoso, ripido e si sta trasformando in un ruscelletto. A casa torniamo bagnati fradici e felici come bambini… (un’alternativa, invece di partire da Prada, è salire in auto fino al parcheggio della Località Due Pozze lungo la strada che sale a Naole, in questo modo diminuisce anche il dislivello da percorrere)


Il secondo è una passeggiata che precede il pranzo di Ferragosto con gli amici. Da Prada, si segue la strada asfaltata che arriva alla fine del paese e si inizia la salita, sempre su strada asfaltata, che raggiunge “punta Veleno” e l’imponente Val Trovai, simile a un fiordo che si incunea nella montagna. Il primo tratto è pianeggiante fino ad un’area barbecue, poco oltre si imbocca il sentiero per il rifugio Telegrafo (lunga e bellissima camminata fino alla cima). La prima parte di sentiero da noi è sempre stata chiamata “la via dei ciclamini”, sottobosco tappezzato di fiori, profumo inebriante. Al bivio non saliamo verso il Telegrafo ma scendiamo per la strada forestale che torna, all’altezza di una sbarra, sulla via asfaltata. Da qui rientriamo a Prada.

Il terzo è un’altra passeggiata che, da Prada alta, raggiunge la chiesetta in sassi di San Bartolomeo a Prada bassa. Subito prima dell’area camping dell’albergo Edelweiss, si prende la strada in salita che porta ad un viottolo. Da lì, prima per un boschetto, poi attraverso i prati, si arriva alla chiesetta. Ampie vedute sul lago e una quiete che ripaga ogni fatica. Basta dire che, ad un certo punto, si può fare una sosta ad un tavolino con sedie, vista panorama!

giovedì 23 luglio 2020

Passo del Brocon - 24-26 luglio 2020

Il progetto “Adotta una mucca” della Valsugana ci ha incuriosito dal primo momento. E ci ha condotto all’altopiano del Tesino, comune di Cinte Tesino, Lagorai. Siamo finiti quasi per caso al Passo del Brocon, alla Malga Arpaco, un angolo di paradiso fra prati mucche e nuvole. E tanto, tanto latte: quindi, formaggi, burro, yogurt, gelato al fiordilatte!

L’ambiente è idilliaco, la sera scende un silenzio rotto solo dalle campane delle mucche e dalla rotazione delle stelle, tanto vicine da poterle quasi toccare.

venerdì 10 luglio 2020

Ventasso • 11 luglio 2020

Anche questa uscita è di sabato perché è un’altra data da festeggiare.

Sono attesi possibili temporali pomeridiani, quindi preferiamo scegliere un’escursione breve, in modo da essere a valle nel primo pomeriggio. E in effetti, non appena rientriamo in casa scoppia un temporalone.


Da Ventasso Laghi, per la strada bianca, raggiungiamo in breve il lago Calamone, ottimo luogo per una gita fuori porta. Si costeggia il lago per un tratto e subito si affronta un pendio scosceso che, attraversato il bosco, porta in breve ai prati sovrastanti. Qui si aprono i primi scorci panoramici sull’Alpe di Succiso e sul sottostante lago Calamone. Al bivio proseguiamo per il sentiero diretto, che sale ripido verso la cima e permette di continuare ad ammirare il panorama sottostante. La salita è ripida e va affrontata senza correre, ma non è lunga e si arriva ben presto alla croce. È una perfetta balconata d’osservazione dei dintorni, con vista sul Cusna, il Prado e in lontananza il Cimone. Ci gustiamo un po’ di infinito prima di procedere sul sentiero di crinale e prendere la via che scende per l’altro versante, decisamente più dolce, dominata dall’Alpe di Succiso.


Pranziamo all’ombra degli abeti che contornano il lago, godendoci la quiete del luogo.